Attività neuropsicomotorie per bambini da fare in casa

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Attività neuropsicomotorie per bambini da fare in casa

neuropsicomotricità astrolabio

Da diverse settimane ci ha raggiunto l’emergenza Coronavirus, un “corpo estraneo” sconosciuto che ci spaventa, stravolge la quotidianità, ci obbliga a stare in casa, fa stare distanti: cosa possiamo fare, per evitare che questa situazione ci travolga e ci getti nel panico o nello sconforto? L’equipe di Astrolabio centro specialistico – il benessere a misura di persona ha elaborato alcuni suggerimenti per gestire meglio questa emergenza. In particolare vediamo alcune attività neuropsicomotorie per bambini da fare in casa proposte da Elisa Massironi, neuropsicomotricista.

 Organizziamo il nostro tempo

I bambini, come noi adulti, sono abituati a scandire i loro giorni con routine quotidiane ben definite: si svegliano, fanno colazione, si lavano, si vestono, vanno a scuola, c’è il momento dell’accoglienza e dell’appello, il gioco libero e le attività pianificate oppure per i bambini più grandi ci sono le diverse materie, il pranzo e così via, poi ricominciare da capo il giorno dopo.

In questo periodo i nostri riti quotidiani sono stati un pò sconvolti ma è importante mantenere una piccola programmazione delle nostre giornate: questo può aiutare i genitori a definire meglio il tempo per ogni attività e le regole che vogliamo far rispettare e ai bambini può dare un senso di tranquillità e prevedibilità, una sicurezza molto importante in un momento così incerto per tutti.

Consiglio: provate a impostare un piccolo planning giornaliero e settimanale insieme ai vostri bambini, anche su un bel foglio grande, in cui vengono definiti diversi momenti della giornata, ad esempio il momento in cui i genitori lavorano e i bimbi possono giocare per conto loro, il momento in cui si può giocare tutti insieme, il momento della tv o del tablet   e i vari momenti delle attività quotidiane.

Suggerimento: per i bimbi più piccoli che non sanno ancora leggere, accompagnate il nome dell’attività con un disegno che possa essere associato all’attività stessa, così per condividere con loro questa “agenda” speciale.

Lo spazio condiviso e il tempo insieme

Le indicazioni che ci vengono date sono quelle di stare in casa per prevenire il diffondersi di questo virus (#iorestoincasa): noi tutti ci stiamo impegnando per cambiare le nostre abitudini per il nostro bene e anche per quello degli altri, ma essendo abituati alla nostra vita frenetica e sempre in giro, la condivisione di tempi e spazi all’interno delle mura di casa può diventare a volte difficile.

È importante concedersi ognuno dei tempi e degli spazi da vivere in tranquillità e solitudine, ma è ancora più importante riscoprire dei momenti di condivisione in famiglia, per ritrovare la bellezza dello stare insieme e prendersi il tempo per rafforzare relazioni significative.

Consiglio: vi abbiamo suggerito di impostare un’agenda settimanale che possa aiutare a mantenere la routine quotidiana, provate ad inserire qualche momento di attività condiviso: cucinare tutti insieme, fare dei giochi in scatola, sperimentare progetti creativi come lavoretti, piccole animazioni teatrali. Spazio alla fantasia e alla libera espressione, ma tutti insieme!

Suggerimento: Tutti siamo diversi e abbiamo diversi interessi, lasciamo che ognuno a turno possa scegliere un’attività da fare tutti insieme, così ognuno potrà avere il suo spazio e condividere la sua passione, che sia passare un’ora a giocare con il lego o le barbie, che sia imparare la coreografia di TikTok, che sia il gioco della mamma del “chi riordina per primo” oppure fare la pizza con papà.

Che gioco facciamo oggi?  Percorsi Sensoriali (0-6 anni)

Costruiamo un piccolo percorso, come un sentiero, utilizzando materiali diversi che possiamo trovare in casa: cuscini di diverse consistenze, tappetini lisci e ruvidi, carta e fogli di giornale, pluriball, un coperchio di una scatola pieno di sabbia o farina,…qualsiasi tipo di materiale che vi possa venire in mente e che sia sicuro per l’età del bambino (per i grandi possiamo usare anche fagioli e riso, ad esempio).
Una volta costruito il percorso, togliamoci le ciabatte e le calze e facciamogli vedere come si cammina (o si tocca e gattona per i più piccoli) sui diversi materiali e descrivendoli mentre li sperimentiamo (“uuuh, questo cuscino è morbido…ahi ahi, lo zerbino punge”).

Poi lasciamo che sia il bimbo a sperimentare, aiutiamolo se ha bisogno di sostegno nel cammino e restiamo con lui per osservare come reagisce e si adatta alle diverse sensazioni. Possiamo sempre creare percorsi diversi e più complessi, anche con l’uso di nuovi materiali.

Su cosa stiamo lavorando? I bambini più piccoli sono dei veri e propri esploratori del mondo che li circonda, tutto per loro può diventare una meravigliosa scoperta. Per questo motivo è importante promuovere e stimolare la loro sperimentazione, anche attraverso l’utilizzo di diversi sensi: in questo caso lavoriamo molto sulla sensazione tattile associando anche concetti verbali e descrittivi che accompagnano l’esperienza del bambino. Attraverso i sensi i bambini imparano e si mettono anche in gioco a livello emotivo, aumentando la loro sicurezza nel muoversi su diversi materiali e stimolando la loro curiosità e apertura al nuovo.

 Che gioco facciamo oggi?  Percorsi motori ( 6-11 anni)

La voglia di muoversi è tanta, i giardinetti sono chiusi e cosa possiamo inventarci in casa? Una piccola corsa ad ostacoli!
Costruiamo un percorso ad ostacoli con diverse cose che possiamo trovare in casa: le sedie (possiamo passare sotto o sopra), piccoli ostacoli da saltare o tra cui fare lo slalom (birilli, scarpe, peluches,…), una coperta sotto cui passare, arrampicarsi sul divano e fare una capriola,…
La possibilità sono infinte utilizzando diversi percorsi e diversi materiali, ma si può anche sperimentare con diversi schemi motori: camminare, saltellare, gattonare, strisciare, camminare in punta di piedi così i vicini del piano di sotto non si lamentano.

Su cosa stiamo lavorando? Dare un momento di sfogo motorio è importante per i bambini, con questo tipo di attività si lavora molto sulla motricità globale, sulla coordinazione e sulla capacità di regolazione del movimento.

Con i più grandi, se lasciamo organizzare a loro il percorso, possiamo lavorare anche sulle funzioni esecutive come la pianificazione (ad esempio si può proporre di fare prima un progetto disegnato di come vorrebbero strutturare il percorso), organizzazione (devono trovare il materiale e sistemarlo in modo adeguato) flessibilità e autoregolazione (nel caso in cui un’idea che avevano in mente deve essere modificata e adeguata alle possibilità): tutte funzioni importanti anche per compiti complessi come ad esempio lo svolgimento dei problemi.

Che gioco facciamo oggi? Balliamo e cantiamo (0-6 anni)

Scegliamo una bella musica ritmata che permetta di scatenarci insieme, muovere il corpo per riattivare i muscoli e sfogarci un pò. Utilizziamo tutto il corpo, anche in modo inusuale e seguendo il ritmo e lasciandoci trasportare. Troviamo anche canzoni semplici che i bimbi possano cantare insieme a noi, potremo coinvolgere anche i più piccolini associando gesti significativi alle parole che diciamo. Inoltre, potremmo giocare anche con il movimento e l’assenza di esso: mettiamo come regola che quando la musica si ferma, anche noi dobbiamo fermarci e rimanere immobili come delle statue.

Su cosa stiamo lavorando? I bimbi sono spesso abituati ad arricchire le loro giornate con canzoncine e balletti che accompagnano le routine e che insegnano le prime conoscenze, perché attraverso il linguaggio musicale e la ritmicità siamo più incentivati a memorizzare e coinvolgere diversi aspetti (motorio, cognitivo, linguistico).
Il movimento di tutto il corpo nel ballo è un ottimo lavoro sulla coordinazione globale, seguire il ritmo e fermarsi quando la musica si ferma aiuta il bambino a modulare il proprio movimento e regolarlo in base a stimoli esterni.

Associare il cantato e i gesti con significato, stimolano il linguaggio e la comunicazione.

Che gioco facciamo oggi? Piccoli chef (6-11 anni)

Scegliamo insieme ai bambini una ricetta da fare (biscotti con le gocce di cioccolato, una torta allo yogurt, una pizza farcita) e lasciamo che siano loro i responsabili della cucina!

Dalla ricerca della ricetta (sul libro con le ricette della nonna o sul sito di cucina famoso), all’inventario degli ingredienti (se manca qualcosa bisogna andare a fare la spesa) per poi passare all’azione: passaggio per passaggio saranno loro a gestire il procedimento e le varie azioni, voi genitori sarete i supervisori dei i momenti più critici e i passaggi più difficili, ma saranno loro ad avere le mani in pasta.
Esatto: impastare, mescolare, agitare, sbattere, tagliare, versare, grattugiare, spalmare, infornare … e poi mangiare, tutti insieme!

Su cosa stiamo lavorando? Spesso noi grandi non diamo peso delle azioni quotidiane e del loro valore educativo, perché siamo talmente tanto abituati a farle! Mentre per i bambini alcuni tra i gesti più semplici spesso si rivelano essere complessi perché non hanno la nostra esperienza e praticità: per questo motivo è importante dare spazi o anche a queste azioni quotidiane che hanno anche un grande valore da un punto di vista motorio e cognitivo.

Tutte le azioni e i gesti tipici della cucina richiedono una buona destrezza nell’uso della motricità fine e delle prassie, mentre seguire il procedimento della ricetta richiede buone capacità attentive e di organizzazione.

Autonomie: prendiamoci il tempo

In questa situazione un pò delicata e inusuale, ci stiamo abituando ad organizzarci diversamente dal solito e potremmo anche imparare a prenderci il tempo di fare le cose con calma. I bambini, dai più piccoli ai più grandi, spesso sono un po’ vittime della nostra frenesia e velocità. Spesso pretendiamo di fare tutto di corsa, in fretta e furia, quando per loro spesso serve più tempo: per vestirsi, per fare i compiti, per vivere le proprie emozioni.

Consiglio: Vivere tutto il giorno in casa, con la vostra supervisione, vuol dire creare un ambiente sicuro per i vostri bambini, situazione perfetta per dare la possibilità di sperimentare le cose in maggiore autonomia: provate a farli vestire da soli, a farvi dare una mano in piccole faccende domestiche, a lasciare che si organizzino nei compiti. Voi rimanete comunque la figura di riferimento a cui possono chiedere aiuto se il compito risulta difficile, ma non fate al posto loro, provate piuttosto a dare suggerimenti o strategie che possano aiutarli a guadagnare maggiore sicurezza e autonomia.

Suggerimento: Non pretendete tutto insieme, soprattutto per i più piccolini. Proponete piccole “sfide” giornaliere, che possano essere un po’ difficili ma non troppo, così che il bambino sia motivato a impegnarsi e che, una volta riuscito da solo, sia stimolato a imparare qualcosa di nuovo.

Che gioco facciamo oggi? Facciamo finta che… (0-6 anni)

Lo scatolone dei travestimenti (o i vestiti di mamma e papà), la cucina e tutti i piatti e pentolini, la scatola del pacco arrivato questa mattina, la coperta strategicamente posizionata sopra i cuscini del divano: il gioco del far finta è un gioco che può avere mille sfaccettature, seguendo la fantasia dei bambini.

Così la scatola diventa una grotta, io con la camicia di papà sono un dottore, la coperta è diventata una tenda dove rifugiami e mille storie cominciano a crearsi e stimolare l’immaginazione dei bambini, che tra le mura di casa possono esplorare un mondo intero.

Su cosa stiamo lavorando? Il gioco del “fare finta” o gioco simbolico è uno dei giochi più comuni in queste fasce d’età, che sia più legato alla vita quotidiana (fare la pappa, curare le bambole, fare la maestra) ma anche più fantasioso (la principessa che sconfigge il drago, il guerriero che deve sconfiggere il nemico, il mostro che mangia i maglioni), in ogni sua forma questo tipo di gioco aiuta i bambini a rivivere situazioni di vita quotidiana che vogliono fare “proprie” (come imparare la routine della cura dei bambini che ricevono dai genitori o dalle maestre) ma spesso è anche un mezzo per rielaborare sensazioni ed emozioni, come la paura (per questo motivo spesso c’è il lupo o il cattivo nelle narrazioni dei più grandi).

In un momento come questo è importante accogliere ciò che  i bambini rappresentano nei loro giochi, per cui entrate anche voi nel loro mondo e accompagnateli, senza giudizio, in questo loro percorso.

 Che gioco facciamo oggi?  Gioco dell’oca Maxi (6-11 anni)

I giochi in scatola sono divertenti, ma se diventassero formato maxi? Cosa può succedere se il tabellone del gioco dell’oca comincia dalla cucina, attraversa il soggiorno e passando dal corridoio arriva fino in camera di mamma e papà? Il divertimento raddoppia!

Preparate le caselle su fogli di carta con i numeri scritti (il numero può andare in base alla grandezza delle caselle, ma soprattutto considerate la superficie della casa), la casella della partenza e la casella dell’arrivo. Preparate anche le indicazioni per le caselle speciali: che possono essere quelle classiche (rilancia il dado, fermo un turno, torna al via, …) ma possiamo anche inventare le nostre caselle speciali (stai in equilibrio su un piede per 30 secondi, cammina lungo tutto il corridoio tenendo una pallina tra le ginocchia, fai canestro con una pallina di carta nel cestino,…) e poi disponete le caselle sul pavimento di casa (utilizzate dello scotch per fermare i fogli a terra). Voi sarete le pedine viventi, tirate i dadi e cominciate a giocare!

Su cosa stiamolavorando? Se lasciamo fare la preparazione del gioco ai bambini possiamo farli lavorare sulle diverse funzioni esecutive (pianificazione, organizzazione, concentrazione), nella preparazione delle caselle possono allenare abilità grafiche (scrittura) e di motricità fine (tagliare, mettere lo scotch) e attraverso le caselle speciali, se utilizziamo prove motorie possiamo allenare l’equilibrio, la coordinazione globale, la coordinazione occhio mano, mentre se vogliamo rinforzare le conoscenze possiamo anche introdurre prove a carattere didattico (come dividere in sillabe una parola, risolvere una tabellina o dire l’imperfetto del verbo avere).

Come gestire in famiglia l’emergenza Coronavirus

Possiamo fare come l’ostrica, che trasforma il granello di sabbia da cui è stata invasa in una perla, unica, bellissima, preziosa. Noi di Astrolabio abbiamo pensato a dei piccoli suggerimenti per affrontare l’emergenza CoViD19 anche dal punto di vista psicologico, con l’augurio che ciascuno possa trasformare il difficile momento presente in opportunità di crescita, creatività, riscoperta di sé e dell’altro.

Leggi il vademecum e le altre indicazioni dall’equipe di Astrolabio

Dove trovare un aiuto

videoconsulenze via skype

Il Centro specialistico Astrolabio si è organizzato per fornire un supporto psicologico online nel difficile periodo di quarantena che tutti stiamo vivendo. Se non riesci a gestire l’ansia o se la tristezza bussa alla porta puoi contattarci, organizzeremo una videoconsulenza con i nostri professionisti, perché #lopsicologotiaiuta.

I dialoghi con lo psicologo possono essere individuali o in gruppi da 5 da noi formati in base alle richiesta. Le consulenze saranno  in videochiamata via Skype o Whatsapp.

Per prenotare scrivi a  prenotazioni@koinecoopsociale.it oppure chiama tel 3209572736