I ragazzi dei centri giovanili per Lenzuoliamo Palermo

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I ragazzi dei centri giovanili per Lenzuoliamo Palermo

lenzuolo bussero

Ci saranno anche i ragazzi dei centri per il protagonismo giovanile gestiti da Koinè con Libera che, per i suoi 25 anni contro le mafie, ha scelto Palermo per celebrare il 21 marzo 2020, Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Quella Palermo che fu presa d’assalto dalla violenza mafiosa, che non si è arresa,  che ha saputo ribellarsi e scendere in piazza, che era l’Italia tutta con i suoi lenzuoli bianchi, dove è nata la responsabilità di fare memoria di tutte le vittime innocenti delle mafie.

A Palermo il 21 marzo si ritroverà l’Italia che non dimentica con LENZUOLIAMO PALERMO, la campagna di memoria e impegno che coinvolge tutti.
Fin da ora le ragazze e i ragazzi dei centri per il protagonismo giovanile a Cornaredo e Bussero e dello spazio Sottosopra di Novate Milanese si sono mobilitati per decorare un lenzuolo che ricorda ognuno una diversa vittima di mafia.

DA DOVE NASCE LENZUOLIAMO PALERMO

un lenzuolo per palermoEra il 1992 e dopo le stragi mafiose di Capaci e via d’Amelio i balconi di Palermo si riempirono di lenzuoli bianchi per dire no alla mafia.

Il lenzuolo diventa così il simbolo del movimento antimafia e 27 anni dopo le stragi, torna a rivivere nella sua dimensione storica e simbolica grazie alla società civile: “vogliamo realizzare un gigantesco lenzuolo, largo 5-6 metri e lungo 180, da portare con noi in piazza per la manifestazione del 21 marzo a Palermo – racconta la referente di Libera Milano Lucilla Andreucci durante l’assemblea di lancio della campagna ‘Lenzuoliamo Palermo’ nel bene confiscato in via Curtatone a Milano – Come? Cucendo insieme 1011 lenzuoli da un metro, tanti quanti sono i nomi delle vittime innocenti delle mafie censite sinora. Non ci saranno ‘doppioni’ né solo i nomi delle vittime più note perché dobbiamo ricordarle tutte. E a scrivere i nomi sarete voi. Una follia forse ma abbiamo un debito di memoria nei loro confronti”, ha spiegato Andreucci.

IL COINVOLGIMENTO DI KOINE’

Koinè cooperativa sociale ha deciso di aderire a questa importante iniziativa e ha coinvolto i ragazzi dei Centri di Protagonismo Giovanile di Cornaredo, di Bussero e dello spazio Sottosopra di Novate Milanese. I ragazzi hanno decorato tre lenzuola dedicate ad altrettante vittime. Alcune ragazze e ragazzi il 21 marzo andranno personalmente a Palermo.

Lo spazio Sottosopra a Novate Milanese ha scelto Antonio Graziano, il nipote Francesco Graziano è stato scelto dal CaG e dai Giovani di Bussero, ad Antonio Maiorano è invece dedicato il lenzuolo del CaG di Cornaredo.

Grazie agli educatori Koinè a Cornaredo ragazze e ragazzi del Consiglio comunale dei ragazzi e del Centro per il Protagonismo Giovanile hanno già affrontato il tema della lotta alle mafie, organizzando una serata sul tema il 30 gennaio 2019 e programmandone una nuova per il prossimo 13 febbraio dove sarà presente Salvatore Borsellino. La scorsa estate inoltre un gruppo di loro è andato a Palermo per le commemorazioni della morte di Paolo Borsellino .

Ecco quali sono i nomi a cui sono dedicati le tre lenzuola:

ANTONIO E FRANCESCO GRAZIANO

sottosopra novate lenzuoliamoAntonio era proprietario di un supermercato a Nola e stava raggiungendo il punto vendita con il nipote Francesco (32) quando alle 7.15 dell’11 giugno 2004 vengono raggiunti da numerosi colpi di arma da fuoco.  La loro morte è stata ricondotta a una vendetta trasversale nella sanguinosa faida tra i Cava e i Graziano dalla quale Antonio e Francesco sono sempre stati estranei. ( testo di Libera di Avellino ).

“Il Sottosopra di Novate Milanese è uno spazio di socializzazione per bambini e ragazzi seguiti dai nostri educatori su mandato dei Servizi Sociali. In accordo con il Comune di Novate Milanese si è strutturato un gruppo di attività e laboratori per ragazzi delle scuole medie, gestito da due educatori, al quale è stato proposto di partecipare all’iniziativa “Lenzuoliamo Palermo”.
I ragazzi hanno partecipato attivamente alla ricerca di informazioni su Antonio Graziano e alla preparazione del lenzuolo, iniziativa che si è inserita in un percorso sulla legalità già iniziato a novembre e che ha dato loro la possibilità di sentirsi ‘giovani cittadini consapevoli’ partecipi della storia e dell’attualità del loro paese. I ragazzi hanno scelto di dare risalto al nome di Graziano colorandolo di rosso e nero (vedi foto) . Da questa esperienza seguiranno ulteriori attività, anche in collaborazione con il Centro per il Protagonismo Giovanile di Cornaredo”  racconta Rossella Ianniello Coordinatrice Minori e Famiglie di Koinè.

‘I ragazzi di Giovani Bussero, il tavolo di protagonismo giovanile (20+ anni), hanno scelto FRANCESCO GRAZIANO come vittima da adottare, alcuni di loro il 21 marzo si recheranno a Palermo per partecipare in prima persona. Assieme ai ragazzi del centro Geko dedicato a chi ha più di 14 anni, hanno letto la storia di Francesco e deciso come decorare il lenzuolo. Beatrice, parte del tavolo, educatrice in un nostro nido e iscritta a Libera ha spiegato da dove viene l’idea del lenzuolo. I ragazzi hanno deciso di decorare i bordi con i 3 colori di Libera, apporre i nostri diversi loghi (Giovani Bussero, Cag Geko, Comune, Koinè) negli angoli e fare coi colori dell’arcobaleno lo sfondo al nome.’  Racconta Ludovica Pirillo coordinatrice di Bussero per Koinè (vedi foto grande)

ANTONIO MAIORANO

cornaredo lenzuolo antimafiaAntonio Maiorano aveva la sola colpa di assomigliare a un boss mafioso. Lavorava nella forestale e la mattina del 21 luglio 2004 andò a lavorare come faceva tutte le altre giornate. Era nel posto giusto al momento giusto, non voleva essere un eroe, voleva essere un buon padre e un bravo marito. Non aveva scelto scorciatoie, ma forse viviamo in un paese dove l’onestà e la coerenza possono diventare un problema? O forse, semplicemente facendo il proprio dovere e rispettando le regole del comune vivere civile si mette in crisi un sistema marcio e corrotto? Abbiamo per caso accettato la vendetta come strumento di giustizia? E coloro i quali fanno della fatica, dell’impegno quotidiano, della volontà di costruire il loro futuro passo dopo passo come li tuteliamo? Ne facciamo memoria dopo “l’avvenuto omicidio”, magari con grandi eventi commemorativi?
Antonio aveva fatto la scelta giusta, coloro i quali non avevano fatto la scelta giusta avevano altresì una pessima mira.

‘Fare questo cartellone ci ha permesso di riflettere sulla ‘ndrangheta e di collocare questa mafia nella nostra terra, continueremo questa riflessione nella serata del 13 febbraio a Cornaredo con i ragazzi del Centro di Protagonismo Giovanile, del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi e della nuova Consulta giovani. I ragazzi coinvolti sono in gran parte minorenni, le loro famiglie fanno parte del progetto, in quanto costruire Comunità significa costruire Legalità, fin da giovani.’ Racconta Flavio Barattieri coordinatore Koinè del centro CaG di Cornaredo.