Il 2020 è il diciannovesimo anno che la nostra cooperativa compila il bilancio sociale.
Care socie e soci, cari lettori, redigere il bilancio sociale è sempre una bella opportunità per ripensare e rivisitare tutto quanto realizzato nel corso dell'anno: significa ripercorrere tappe, avvenimenti, vicende che la nostra Cooperativa ha vissuto insieme alle persone e alle Comunità dove lavoriamo.
Quest'anno è più che mai un'esperienza particolare: rileggere il 2020 muove emozioni e sentimenti molto intensi.
Mai avremmo pensato di vivere un'esperienza così drammatica: come cittadine e cittadini, ma anche come professionisti, in pochi giorni abbiamo visto la nostra vita, le abitudini e le nostre relazioni trasformarsi; abbiamo visto modificarsi, probabilmente per sempre, il nostro modo di lavorare e il modo di stare in relazione con gli altri.
Di fronte all'incertezza ci siamo attivati subito, con tenacia e determinazione, rimettendoci in gioco, inventandoci modalità di lavoro nuove e creative, impensabili fino a poco tempo prima. Quando la relazione in presenza non è stata più possibile abbiamo costruito relazioni e occasioni di prossimità a distanza, senza lasciare nessuno da solo.
Abbiamo imparato a leggere il nuovo contesto e i nuovi bisogni, cercando di trovare le risposte più adeguate.
Quando le bambine e i bambini, le ragazze e i ragazzi, le famiglie non hanno più potuto venire nei nostri servizi, siamo andati noi nelle loro case attraverso uno schermo e da lì, ci hanno accolto. Appena possibile, abbiamo riaperto i servizi riorganizzandoci con protocolli e dispositivi di sicurezza con l'obiettivo di tutelare, innanzitutto, la salute di tutti, dalle operatrici e operatori impegnati ai bambini, ragazzi, famiglie che siamo tornati ad incontrare. Abbiamo realizzato progetti a sostegno dei più fragili, di chi, a causa della pandemia, è diventato più vulnerabile e ha subito grandi conseguenze sia a livello sociale che economico.
Anche per la nostra Cooperativa la pandemia ha portato conseguenze importanti, oltre che dal punto di vista professionale, anche da quello economico. Per questo abbiamo attivato un monitoraggio costante e ancora più puntuale e stringente della situazione economica.
L'eccezionalità dell'evento ci ha portato a chiedere e ad utilizzare per la prima volta ammortizzatori sociali e cassa integrazione per i nostri soci e collaboratori. In questo modo abbiamo ridotto il danno, garantendo un reddito mensile anche nei momenti più difficili e di chiusura totale dei servizi.

Paola Radaelli, Presidente Koinè