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Borsellino era ottimista perché pensava ai giovani

cornaredo antimafia

Era pienissimo l’Auditorium della biblioteca comunale di Cornaredo il 30 Gennaio in occasione della serata Resilienza, non cadere nell’indifferenza organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Cornaredo e da Koinè cooperativa sociale che gestisce il Centro giovanile di Cornaredo e ha affiancato i giovani del Consiglio Comunale dei ragazzi e delle ragazze.

La serata si è aperta con le parole del Sindaco Yuri Santagostino che ha detto come sia importante ricordare i momenti positivi. Come Amministrazione è stata approvata la Carta di Pisa, votata da tutti i consiglieri comunali,  che impegna gli amministratori durante il mandato, ma anche dopo, ad avere comportamenti trasparenti.
Ha ricordato inoltre l’impegno preso dal Comune  con il bene confiscato alla mafia in via Vanzago, per cui è stato affidato al Politecnico di Milano il mandato di fare un progetto che prevederà la realizzazione di alloggi da destinare a chi a Cornaredo è in difficoltà, uno spazio per associazioni e una attività commerciale. Ha aggiunto inoltre come a Cornaredo sia stato realizzato il murales fatto dai ragazzi del Centro giovanile che parla proprio di mafia e ha ricordato l’impegno preso in Prefettura per ben 17 beni confiscati alla mafia nel territorio di cui si attendono ora le risposte per poterli prende in gestione, riqualificarli e metterli a disposizione della comunità. Ha chiuso l’intervento ricordando anche l’impegno con l’associazione LIBERA e il suo lavoro con le nostre scuole e di come sia importante farsi militanti della legalità.

Flavio Barattieri coordinatore del Centro di protagonismo Giovanile   ha ringraziato le scuole che ci hanno accolto e ci hanno permesso di lavorare con i ragazzi.

“Le riflessioni dei nostri ragazzi inchiodano, noi adulti, al dovere educativo di attualizzare il nostro ruolo, contro una mafia che al nord e al sud non ammazza più in modo ecclatante ma ha una nuova forma, vestita bene, mascherata in attività apparentemente legali, compra terreni, strutture ricettive. Questa è una serata di resilienza e con i nostri ragazzi abbiamo capito dove abbiamo sbagliato ma anche che rialzarsi è doveroso. Esistono occasioni da non perdere, che ci fanno crescere, per far vivere l’esempio di persone che non devono essere dimenticate ma rese sempre attuali, per questo abbiamo intitolato questa serata del 30 gennaio Resilienza, non cadere nell’indifferenza.”

E’ stato proiettato un video realizzato direttamente dai ragazzi del Consiglio Comunale, con immagini di repertorio della strage di Pizzolungo per arrivare al Maxiprocesso e alla sentenza del 30 gennaio, passando per il 1992 e alle stragi di mafia, per arrivare fino ai nostri giorni.

E’ intervenuto poi Salvatore Borsellino, fratello di Paolo che rivolgendosi direttamente ai ragazzi ha detto “Sono emozionato, perché so che oggi siete stati voi ragazzi ad organizzare questo incontro. Voglio ricordare una frase di Paolo, mio fratello. Nel suo ultimo giorno di vita, quando sapeva che era arrivato il tritolo che sarebbe servito per ucciderlo, quella mattina scrisse una lettera a dei ragazzi, come voi, di un liceo di Padova. Scrisse ‘io sono ottimista’  perché vedeva che i giovani, siciliani e non, avevano una attenzione ben diversa rispetto a quella colpevole indifferenza che anche lui mantenne fino all’età di 40 anni, quando è passato ad occuparsi di mafia su richiesta del giudice Caponnetto. (…)  Sono contento di essere qui per ricordare un giorno di festa, quando cade l’anniversario della sentenza al maxi processo antimafia nel 1992.”  Ed ha aggiunto «Il coraggio non basta, serve l’amore» .

Il contrasto alla criminalità organizzata infatti non deve essere lasciato nelle sole mani delle forze dell’ordine ma deve essere sostenuto dalla consapevolezza civica della cittadinanza nel suo complesso.

Alla serata è intervenuto anche Marco Balzano scrittore, che tra le altre cose ha curato la pubblicazione L’agenda ritrovata. Sette racconti per Paolo Borsellino edito da Feltrinelli.

Balzano ha sottolineato l’importanza di non cadere alla superficiale interpretazione delle parole, di rifarsi alla loro etimologia per scoprirne un significato differente rispetto all’uso comune spesso gestito dall’informazione di massa. Collegandosi al discorso di Borsellino ha poi sottolineato come il concetto di resistenza abbia un senso dinamico, invece che statico, collocato nel presente e proiettato nel futuro. Nel suo intervento si è colto un senso profondo del concetto di resistenza, nel quale la cultura diventa già uno strumento da opporre al problema della mafia.

Il tema della resilienza a Cornaredo è di casa, come è stato ricordato durante la serata, visto che lo scorso autunno è stato organizzato un Festival su questo argomento, all’interno del progetto CORNAREDO COMUNITA’ RESILIENTE.
Nei prossimi mesi è prevista la realizzazione di un Quaderno della resilienza e si sta lavorando con le associazioni, scuole e realtà territoriali per stendere un Patto per la resilienza.