Luoghi pensati e materiali intelligenti

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Luoghi pensati e materiali intelligenti

asili nido materiali naturali
Nelle prossime settimane vogliamo raccontarvi i “nostri” luoghi, il pensiero progettuale con il quale li apriamo e li abitiamo, i materiali “intelligenti” con i quali li arrediamo e li rendiamo significativi, dopo che nei mesi scorsi abbiamo voluto raccontarvi la cura che abbiamo messo nella ripartenza, nelle relazioni, nell’allestimento degli spazi ,  la lentezzala cura delle Emozioni e  lo  Stupore all’aperto.

SUGGERIMENTI PER LA PRIMA INFANZIA

I VASSOI MONTESSORIANI

“Se si è imparato ad imparare allora si è fatti per imparare” – Maria Montessori

Una delle caratteristiche più riconoscibili delle proposte montessoriane è la “presentazione in vassoi”. Come si fa, ma soprattutto… perché? Nel pensiero pedagogico di Maria Montessori, utilizzare vassoi, scatole o cestini è importante per:

· Facilitare il bambino nelle operazioni di trasporto e riordino del materiale;

· Delimitare l’attività e renderla ben definita (il bambino non deve pensare a ciò che gli servirà, perché tutto è già predisposto per il suo svolgimento);

· Favorire l’autonomia del bambino (che non deve ricorrere all’intervento dell’adulto ma può autonomamente accedere al materiale, utilizzarlo e successivamente riporlo);

· Aiutare il bambino a concentrarsi nell’attività.

Proporre ai bambini alcuni materiali naturali e delle attività di gioco presentate nei vassoi, significa anche offrire loro tante occasioni di apprendimento:

– Motricità generale di tutto il corpo (ad esempio, nel prendere o riporre i vassoi) e motricità fine (il movimento preciso delle dita e delle mani)

– Preparazione indiretta alla direzione di lettura e scrittura: gli oggetti posizionati nel vassoio devono seguire l’ordine in cui verrà usato ogni materiale, quindi dalla sinistra alla destra e dall’alto al basso. Dovremmo seguire questo ordine nell’esecuzione della nostra presentazione… di cui parliamo qua sotto!

– Da una lezione sui limiti: il vassoio rimane lo spazio di lavoro. In questo modo non invadiamo lo spazio degli altri!

COME FARE?

Scegliete dei bei vassoi, possibilmente di legno, con i manici. All’interno di ciascun vassoio potete collocare strumenti e materiali per sostenere e allenare le competenze legate al travasare (solidi e liquidi! Ad esempio: potrete collocare all’interno del vassoio due contenitori delle stesse dimensioni e un cucchiaino e nel contenitore di sinistra metterete una manciata di fagioli. A seconda delle competenze del vostro bambino, i contenitori potranno essere di dimensioni diverse, oppure tre al posto di due, potrete proporre una sessola al posto del cucchiaino… Un esempio di travaso con i liquidi: due ciotole trasparenti identiche, quella di sinistra riempita con un po’ d’acqua, una spugnetta), all’infilare (esempio: cinque grosse perle di legno – il fatto che siano cinque aiuterà i bambini nel riordino, sono una per ciascun dito della mano! – e una bacchetta da ristorante cinese con un tappo di sughero infilato ad un’estremità), all’avvitare e svitare (ad esempio, grossi dadi e le corrispondenti viti), all’aprire e chiudere (ad esempio, scatoline di diverse forme e tipologie di chiusura – a pressione, a vite, con cerniera…)…

Quando “presentate” per la prima volta un vassoio montessoriano al vostro bimbo, dovrete fare una precisa sequenza di azioni: con il bambino alla vostra sinistra (per i destrimani), senza usare parole, ma solo con i gesti, mostrerete l’attività del vassoio. Finita la presentazione, inviterete il vostro bambino a provare lui stesso. Se lui acconsente, svolgerà l’attività, dopodiché gli mostrerete il riordino del vassoio (il materiale va sempre riposto nell’ordine con cui è stato presentato). Se il bambino non desidera provare a sua volta, lo inviterete a scegliere un’altra attività.

GIOCO DI SCOPERTA

Il gioco euristico – dal greco eurìsko, “scoprire” – è un gioco di esplorazione e ricerca durante il quale i bambini possono scoprire e sperimentare il “senso” dei materiali naturali che ha a disposizione. Al nido, costituisce la naturale evoluzione del Cestino dei Tesori: nel Cestino i bambini hanno potuto fare esperienza e conoscere diversi materiali… nel gioco euristico hanno la possibilità di mettere in relazione questi materiali, scoprendone ulteriori caratteristiche e proprietà. Solitamente viene proposto a bambini che stanno seduti con sicurezza, gattonano (questo consente loro di andare a prendere il materiale che più li incuriosisce) ma ancora non camminano abitualmente.

Nel gioco, i bambini hanno l’opportunità di determinare le proprie azioni e fare delle scelte. In questo gioco, quindi, non c’è un modo giusto o sbagliato di utilizzare il materiale! I bambini possono fare esperienza delle proprietà fisiche degli oggetti, agendo per tentativi ed errori, con la possibilità di autocorreggersi e raccogliere un grande numero di informazioni sulle caratteristiche degli oggetti che li circondano.

OCCORRENTE

  • Diversi materiali, anche di recupero: tappi di metallo (ad esempio quelli dei vasetti degli omogeneizzati o delle conserve), tappi di sughero (meglio comprarli nuovi!), mollette di legno (l’ideale è acquistare quelle “antivento”: non hanno la molla di metallo, che può essere un po’ pericolosa), bigodini, catenelle di metallo di diverse lunghezze e diversa grandezza (i negozi di ferramenta sono fornitissimi!), pon pon di lana, nastri di stoffa di diverse lunghezze e materiali (di raso, di velluto, di cotone…)
  • Barattoli, scatole di metallo (quelle dei biscotti “danesi”, ad esempio!), tubi di cartone di diverso diametro

Come proporre il gioco di scoperta: raccogliete i materiali (ce ne deve essere un buon numero per tipologia, almeno una cinquantina di pezzi). In uno spazio libero da giochi che potrebbero distrarre, su un tappeto che serve per delimitare l’area di gioco, sistemate alcuni contenitori (i tubi di cartone, i barattoli o le scatole di metallo; almeno tre per ciascun bambino) e distribuite i materiali in “mucchietti” omogenei per tipologia, ben distanziati. Il suggerimento è di scegliere non più di tre tipologie di oggetti per ciascuna sessione di gioco; la prima volta, ad esempio, potreste proporre i tappi di metallo, i tappi di sughero e le catenelle… la volta successiva, se vi sembra opportuno, potete tenere uno degli oggetti già esplorati (ad esempio, i tappi di metallo) e proporre due materiali nuovi (ad esempio, le mollette di legno e i nastri). Lasciate che i bambini si muovano liberamente tra gli oggetti preparati e sperimentino le combinazioni che preferiscono. Il vostro ruolo è quello di spettatori interessati… non sforzatevi di interessare il vostro bambino ad un materiale in particolare o alle possibilità di combinazione (ad esempio, inserire le catenelle nei barattoli oppure “agganciare” i nastri con le mollette), osservatelo e cercate di capire a cosa è più interessato (ai materiali o alle azioni che può compiere su di essi?), quali sono le sensazioni che predilige (gli oggetti pesanti, quelli che fanno rumore, quelli che permettono di riempire e svuotare…). Sarete stupiti e affascinati dalla capacità di concentrazione e dall’entusiasmo con cui i bambini accoglieranno ogni piccola scoperta! Nel corso del gioco, ogni tanto potete – senza interrompere le azioni dei bambini – riordinare un po’ il materiale, ad esempio raccogliendo quello sparso e ricomponendo i mucchietti iniziali. Questo aiuterà i bambini a scegliere con maggiore chiarezza il materiale che più li interessa, poiché sarà più facilmente identificabile.

Quando arriverà il momento di riordinare, chiedete ai bambini di collaborare, ad esempio presentando loro un contenitore diverso per ciascun materiale; questo aiuterà moltissimo i bambini nel processo di “categorizzazione”, cioè nel saper raggruppare gli oggetti per categorie, in base alle loro caratteristiche (tutti i tappi di metallo vanno in questo contenitore, tutti i tappi di sughero in quest’altro).

BENEFICI

Il gioco di scoperta è un’attività molto divertente e ricchissima di stimoli! Consente ai bambini di sviluppare l’autonomia attraverso la capacità di scelta, di determinare la causa e l’effetto delle azioni, di spostare oggetti nello spazio, di riempire e svuotare, di far rotolare, di mettere in equilibrio, di dividere in categorie… Questi esercizi permetteranno ai bambini di acquisire importanti abilità di esplorazione e problem solving, consentendo loro di modificare il loro comportamento e le loro azioni affrontando diverse situazioni man mano che si presentano.

I TRAVASI CON LA SABBIA

La sabbia, costituita di tanti minutissimi grani che le conferiscono una spiccata plasticità e morbidezza, suscita sensazioni tattili che variano moltissimo a seconda che sia asciutta, bagnata, e in che quantità sia bagnata; è liquida come l’acqua, abrasiva come il fuoco, modellabile come la terra, e contiene in sé il significato degli elementi naturali primordiali. – Dora Kalff

La sabbia è un materiale molto duttile e creativo, per i bambini piccoli, che possono giocarci utilizzando le mani o strumenti diversi per riempire e travasare, o setacciarla, o ancora creare forme e sculture, ma anche immergervisi totalmente.

In casa è sicuramente più semplice proporla per il gioco dei travasi, che è propedeutico alle attività di vita pratica, come apparecchiare, mangiare, pulire, vestirsi da soli… non è un gioco semplice, anche se lo può sembrare, perché richiede molta concentrazione e precisione di movimento.

Occorrente:

  • Una scatola grande (quella di un paio di stivali, ad esempio, andrebbe benissimo!) oppure una bacinella ampia e dai bordi non troppo alti
  • Sabbia per giocare (in commercio si trova della sabbia apposita; meglio scegliere quella a grana grossa, insomma la sabbia da cantiere non va benissimo perché molto fine e volatile)
  • Strumenti vari: grandi conchiglie (come una capasanta), sessole, palette, rastrelli…
  • Materiali vari: gusci di noce, conchiglie, sassolini, pigne, rametti, foglie…

Riempite il contenitore di sabbia, che il bambino può toccare, manipolare, spostare per scorgere il fondo della scatola… Potete proporre ai bambini anche strumenti e materiali, a seconda dei loro interessi e delle loro possibilità. Vedrete quanto tempo, concentrati, passeranno con la loro scatola! Giocare con la sabbia è piacevole e rilassante.
Potete anche provare a riempire la scatola di sabbia umida, per permettere ai bambini di giocare anche nel costruire forme o sculture.

BENEFICI:

  • Il travaso con la sabbia è un gioco “open ended”, ovvero ha un “finale aperto”: non c’è un modo giusto o sbagliato di giocare, non importa l’abilità o il livello cognitivo del bambino, non c’è un traguardo specifico da raggiungere o un prodotto da creare. È il bambino che determina la direzione ed il percorso del proprio gioco, in base al suo interesse;
  • promuove lo sviluppo motorio, percettivo e cognitivo: i bimbi sollevano, scavano, seppelliscono, versano, percepiscono le varie caratteristiche sensoriali della sabbia e, grazie agli strumenti che l’adulto fornisce, scoprono nessi di causa-effetto e il comportamento dei materiali sotto l’azione trasformativa delle proprie mani.

IL CESTINO DEI TESORI

“Maneggiando, succhiando, rigirando in bocca gli oggetti i bambini fanno scoperte relative al peso, alle dimensioni, alla forma, alla consistenza, al rumore, all’odore e quando scelgono un oggetto possiamo immaginare che si stiano chiedendo: Che cos’ è?’” – Elinor Goldschmied

sestino tesoriIl Cestino dei Tesori è indicato soprattutto per i bimbi più piccoli, l’età più idonea per il suo utilizzo è quella compresa tra i 6 e i 12 mesi, cioè da quando il bambino riesce a mantenere la posizione seduta fino al momento in cui inizia a camminare.

L’obiettivo del Cesto è quello di stimolare il bambino, offrendo lui un’apprezzatissima esperienza sensoriale, mettendolo in contatto con “oggetti di uso quotidiano” che gli consentono di esercitare tutte le sue capacità!

Occorrente:

  • un cesto di vimini di circa 35 cm di diametro e 12 di altezza.
  • circa 60/100 oggetti (non di plastica), quelli che permettono al bambino di mettere in moto tutti e 5 i sensi: tatto, olfatto, udito, gusto e vista.

Qualche spunto:

  • Oggetti della natura: sassi, pigne, conchiglie, spugne naturali, frutti (da sostituire all’occorrenza), piume…
  • Oggetti in legno: cucchiai, mollette, spazzole per scarpe…
  • Oggetti realizzati con materiali naturali: gomitoli di lana, spazzole in setole naturali, sottopentole in sughero, pennelli…
  • Oggetti in metallo: mazzi di chiavi, stampi per biscotti, coperchi di barattoli, fruste da cucina, campanellino, infusore per il te’…
  • Oggetti in pelle, in tessuto o in gomma: tubicini di gomma, borsette o portamonete in pelle, portachiavi in pelle, palline da tennis, sacchetti in cotone con essenze (ben chiusi), pennello da trucco…
  • Oggetti in carta o cartone: scatoline in cartone, block notes, rotoli di carta assorbente o di carta igienica…

La cosa migliore sarebbe inserire un paio di oggetti per categoria nel cestino e sostituirli ogni tanto per dare nuovi stimoli al bambino.

Una volta predisposto il cestino mettetelo a terra accanto al bambino e permettetegli di toccare, annusare, portare alla bocca tutti gli oggetti presenti all’interno senza intervenire, rivestendo il ruolo di osservatori attenti e interessati. In questo modo il vostro bambino si sentirà sereno e potrà iniziare la sua avventura alla scoperta del mondo che lo circonda.

Benefici:

  • Gli oggetti del Cestino consentono ai bambini molto piccoli di fare esperienza diretta delle proprietà fisiche degli oggetti (dimensione, peso, forma, consistenza…) aumentando il loro bagaglio di conoscenze
  • La scoperta degli oggetti che li circondano aiuta i bambini ad aprirsi al mondo, ad essere curiosi, ricercatori, autonomi! Poter scegliere l’oggetto preferito tra tanti li incoraggia a distinguere e a riconoscere i suoi interessi

 Asilo nido e natura, materiali destrutturati

asili nido materiali naturaliLe riflessioni su spazi e materiali in un servizio educativo sono uno degli aspetti maggiormente curati e guardati nei nidi e nei centri per la prima infanzia della cooperativa sociale Koinè. Lo sguardo verso la scelta dei materiali, l’allestimento, la strutturazione di ogni luogo vissuto da bambini piccoli, dalle loro educatrici e spesso anche dalle famiglie è un punto di partenza fondamentale per svolgere un lavoro di qualità , in grado di rispondere ai bisogni degli utenti e di tentare il difficile lavoro di connessione tra teorie pedagogiche  e pratiche educative.
Leggi l’esperienza fatta a Pregnana Milanese

LA CONTINUITA’ TRA DENTRO E FUORI

cucina fatta in casa

“Quando natura e società vivranno nell’aula scolastica, quando le forme e gli strumenti didattici saranno subordinati alla sostanza dell’esperienza, allora sarà possibile operare questa identificazione, e la cultura diventerà la parola d’ordine della democrazia” – John Dewey

Nei mesi scorsi vi abbiamo parlato spesso dell’importanza del gioco simbolico per i bambini da 0 a 3 anni.
Oggi vi proponiamo un approfondimento sull’allestimento di spazi curati e sull’utilizzo di materiali pensati per offrire ai bambini significative esperienze di vita e di apprendimento.
Il filosofo e pedagogo Dewey, in uno dei suoi ultimi saggi, scriveva “[…] il principio di continuità dell’esperienza significa che ogni esperienza riceve qualcosa da quelle che l’hanno preceduta e modifica in qualche modo quelle che seguiranno […]” e che “[…] all’insegnante spetta la responsabilità di creare le condizioni per un genere di esperienza presente che abbia un effetto favorevole sul futuro […]”.
Ragionando su queste importanti riflessioni, abbiamo capito l’importanza di dare continuità alle esperienze di gioco che i bambini fanno in tutti gli spazi a loro disposizione e, ad esempio, abbiamo capito che dobbiamo dare ai bambini la possibilità di sperimentarsi nel gioco simbolico sia al chiuso sia all’aperto! Ci siamo quindi impegnati nel costruire degli “angoli” dedicati alla cucina anche nei giardini dei nostri nidi, utilizzando materiali naturali che fossero in armonia con l’ambiente esterno; con l’aiuto delle famiglie e dei negozi del territorio abbiamo potuto utilizzare materiali di recupero (pallet, mattoni, pentolini e piatti…), tutelando l’impatto ambientale delle nostre proposte.
Costruire una cucina adatta al giardino, che sia quello del nido, quello di casa o quello condominiale, è davvero semplice e si possono usare materiali di recupero, come fanno da tempo le nostre educatrici che collaborano con asili, famiglie e Comuni.

RIFLESSIONI

L’importanza di leggere ad alta voce ai bambini

Una riflessione dalla logopedista del Centro Astrolabio Beatrice Lenzi

consulenze in astrolabioCura dello spazio, spazio della cura

 Il piccolo principe ritornò l’indomani. «Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora», disse la volpe. «Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell’ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore… Ci vogliono i riti»” Antoine de Saint-Exupéry, “Il piccolo principe”

Accedere ad un percorso di psicoterapia significa concedersi uno spazio per sé: è dedicarsi del tempo per approfondire la propria conoscenza di sé o per affrontare questioni e problematiche che causano malessere, o ancora per prendersi cura di sé e promuovere il proprio benessere.

Questo percorso avviene in un luogo ben preciso, la stanza di terapia: ogni professionista la allestisce in base alle tecniche che utilizza e alla tipologia di pazienti che accedono al servizio (ad esempio bambini, adolescenti o adulti); in ogni caso mobili, soprammobili, luci, colori, materiali vengono scelti con cura e con uno scopo fondamentale: creare per i pazienti uno spazio accogliente, che consenta loro di sentirsi a proprio agio e cominciare a costruire, insieme allo psicoterapeuta, uno spazio mentale condiviso dove incontrarsi e lavorare.

Quello della terapia è infatti un luogo anche mentale: è l’opportunità di dare spazio alle emozioni, alle sensazioni, ai pensieri finora inesplorati o lasciati da parte. Al giorno d’oggi, i ritmi frenetici dettati dal lavoro e dagli stili di vita non sempre concedono di fermarsi ad ascoltare ed ascoltarsi: lo spazio della terapia permette di avere un tempo regolare per stare in contatto con sé e provare a percepire il suono delle proprie emozioni, qualsiasi esse siano. Tale “immersione” nel proprio mondo emotivo e relazionale può suonare a volte anche un po’ spaventosa, ma è importante anche considerare che tutto questo avviene in un luogo sicuro e con un professionista che accompagna nel viaggio.

Per sperimentare tali “esplorazioni” è necessario infatti non solo un luogo fisico, ma anche un “contenitore” relazionale che ogni professionista costruisce nel tempo con ciascun paziente. Winnicott (1964), pediatra e psicoanalista, sottolineava come “la definizione del setting sia il risultato di una co-creazione, un processo reciproco tra il paziente e lo psicoterapeuta, costruire il setting significa costruire la relazione con l’altro”.

Ma cos’è il setting? Il termine deriva dal verbo inglese “to set”, che significa “stare, sistemare, stabilire”, ma anche (riferito soprattutto alle piante) “crescere, fruttificare”. Esso rappresenta la definizione, tra terapeuta e paziente, della cornice del percorso (giorno, orario, frequenza delle sedute): è il contenitore che permette alla relazione di crescere e dare frutti. Stabilire insieme i particolari dell’esperienza terapeutica assume in questo senso una valenza non solo pratica e organizzativa, ma anche relazionale: come suggerisce Saint-Exupéry nel suo “Piccolo principe”, la regolarità e la prevedibilità aiutano a creare il contatto e la relazione.

Per questo è importante che questo contenitore sia condiviso da tutte le parti coinvolte, affinché sia percepito non come stretto e rigido, ma come co-costruito e flessibile.

In questo periodo storico, infine, l’emergenza sanitaria legata alla diffusione del CoViD-19 ha ridotto per diverso tempo la possibilità di incontrarsi e stabilire dei contatti di persona. Questa situazione ha spinto i professionisti a tornare ad interrogarsi sulle distanze: come continuare a stare vicino ai pazienti e alle loro sofferenze, se l’indicazione è di rimanere lontani, per limitare la diffusione del contagio? È stato quindi necessario pensare dei luoghi alternativi per i percorsi terapeutici, anche utilizzando il telefono e le piattaforme online: dal luogo fisico di terapia si è dunque spesso passati ad un luogo virtuale, un contenitore che, per essere definito, necessita comunque di regole e regolarità. Questi passaggi hanno condotto i pazienti da un lato a trovare ancora di più un tempo e un luogo per sé (magari a casa, dove non sempre è facile ritagliarsi un po’ di privacy) e i terapeuti, dall’altro lato, a riadattarsi a nuove modalità di lavoro. Questo luogo virtuale ha richiesto a tutti un po’ di allenamento e non potrà sostituire completamente gli incontri in presenza: ad ogni modo ha permesso in alcuni casi di mantenere il setting e quindi il luogo relazionale, in attesa di un ritorno alle stanze di terapia (testo di Vera Pasquino psicologa e psicoterapeuta del centro Astrolabio)

 Lo spazio condiviso e il tempo insieme

angolo morbido per i piccolissimi

angolo morbido e psicomotricità

Le indicazioni che ci vengono date in questo periodo sono quelle di stare il più possibile in casa per prevenire il diffondersi di questo virus: noi tutti ci stiamo impegnando per cambiare le nostre abitudini per il nostro bene e anche per quello degli altri, ma essendo abituati alla nostra vita frenetica e sempre in giro, la condivisione di tempi e spazi all’interno delle mura di casa può diventare a volte difficile.

È importante concedersi ognuno dei tempi e degli spazi da vivere in tranquillità e solitudine, ma è ancora più importante riscoprire dei momenti di condivisione in famiglia, per ritrovare la bellezza dello stare insieme e prendersi il tempo per rafforzare relazioni significative.

planningConsiglio: provate a impostare un piccolo planning giornaliero e settimanale insieme ai vostri bambini, anche su un bel foglio grande, in cui vengono definiti diversi momenti della giornata; in questo provate ad inserire qualche momento di attività condiviso: cucinare tutti insieme, fare dei giochi in scatola, sperimentare progetti creativi come lavoretti, piccole animazioni teatrali. Spazio alla fantasia e alla libera espressione, ma tutti insieme!

Suggerimento: per i bimbi più piccoli che non sanno ancora leggere, accompagnate il nome dell’attività con un disegno che possa essere associato all’attività stessa, così per condividere con loro questa “agenda” speciale. Inoltre, tutti siamo diversi e abbiamo diversi interessi: lasciamo che ognuno a turno possa scegliere un’attività da fare tutti insieme, così ognuno potrà avere il suo spazio e condividere la sua passione, che sia passare un’ora a giocare con il lego o le barbie, che sia imparare la coreografia di TikTok, che sia il gioco del “chi riordina per primo” oppure fare la pizza.

Che gioco facciamo oggi? Percorsi Sensoriali (0-6 anni)

Costruiamo un piccolo percorso, come un sentiero, utilizzando materiali diversi che possiamo trovare in casa: cuscini di diverse consistenze, tappetini lisci e ruvidi, carta e fogli di giornale, pluriball, un coperchio di una scatola pieno di sabbia o farina,…qualsiasi tipo di materiale che vi possa venire in mente e che sia sicuro per l’età del bambino (per i grandi possiamo usare anche fagioli e riso, ad esempio). Una volta costruito il percorso, togliamoci le ciabatte e le calze e facciamogli vedere come si cammina (o si tocca e gattona per i più piccoli) sui diversi materiali e descrivendoli mentre li sperimentiamo (“uuuh, questo cuscino è morbido…ahi ahi, lo zerbino punge”).

Poi lasciamo che sia il bimbo a sperimentare, aiutiamolo se ha bisogno di sostegno nel cammino e restiamo con lui per osservare come reagisce e si adatta alle diverse sensazioni. Possiamo sempre creare percorsi diversi e più complessi, anche con l’uso di nuovi materiali.

Su cosa stiamo lavorando? I bambini più piccoli sono dei veri e propri esploratori del mondo che li circonda, tutto per loro può diventare una meravigliosa scoperta. Per questo motivo è importante promuovere e stimolare la loro sperimentazione, anche attraverso l’utilizzo di diversi sensi: in questo caso lavoriamo molto sulla sensazione tattile associando anche concetti verbali e descrittivi che accompagnano l’esperienza del bambino. Attraverso i sensi i bambini imparano e si mettono anche in gioco a livello emotivo, aumentando la loro sicurezza nel muoversi su diversi materiali e stimolando la loro curiosità e apertura al nuovo.

Che gioco facciamo oggi? Percorsi motori (6-11 anni)

La voglia di muoversi è tanta, ma ora stare fuori è difficile: cosa possiamo inventarci in casa? Una piccola corsa ad ostacoli!

Costruiamo un percorso ad ostacoli con diverse cose che possiamo trovare in casa: le sedie (possiamo passare sotto o sopra), piccoli ostacoli da saltare o tra cui fare lo slalom (birilli, scarpe, peluches,…), una coperta sotto cui passare, arrampicarsi sul divano e fare una capriola, … La possibilità sono infinte utilizzando diversi percorsi e diversi materiali, ma si può anche sperimentare con diversi schemi motori: camminare, saltellare, gattonare, strisciare, camminare in punta di piedi così i vicini del piano di sotto non si lamentano.Su cosa stiamo lavorando? Dare un momento di sfogo motorio è importante per i bambini, con questo tipo di attività si lavora molto sulla motricità globale, sulla coordinazione e sulla capacità di regolazione del movimento.

Con i più grandi, se lasciamo organizzare a loro il percorso, possiamo lavorare anche sulle funzioni esecutive come la pianificazione (ad esempio si può proporre di fare prima un progetto disegnato di come vorrebbero strutturare il percorso), organizzazione (devono trovare il materiale e sistemarlo in modo adeguato) flessibilità e autoregolazione (nel caso in cui un’idea che avevano in mente deve essere modificata e adeguata alle possibilità): tutte funzioni importanti anche per compiti complessi come ad esempio lo svolgimento dei problemi.
(testo di Elisa Massironi, neuropsicomotricista )

I LUOGHI DELL’EDUCAZIONE AMBIENTALE

Sono ormai anni che le scuole del territorio del Parco Lura vengono coinvolte in attività di educazione ambientale atte alla valorizzazione delle peculiarità del Parco sia biologiche che storico culturali.
Ogni angolo del Parco ha sue caratteristiche e si presta ad approfondire una tematica piuttosto che un’altra, ma ci sono alcuni luoghi scelti con particolare ricorrenza .Vengono messi in luce soprattutto gli aspetti legati alla biodiversità e all’importanza fruitiva di un angolo verde vicino ad aree con forte tasso di urbanizzazione.
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